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Come fare il backup di un sito WordPress: guida completa

4 Novembre 2025 Autore: Marco Loprete

Fare il backup di un sito WordPress significa creare copie utilizzabili dei file e del database, conservarle in modo sicuro e sapere come ripristinarle. La copia è davvero utile soltanto se è completa, recente rispetto alle esigenze del sito e verificata.

In questa guida vediamo che cosa contiene un backup WordPress, con quale frequenza eseguirlo, come usare hosting, plugin o strumenti manuali e, soprattutto, come preparare il ripristino in caso di errore, aggiornamento fallito o attacco.

Che cos’è un backup WordPress

Un sito WordPress tipico è composto da due insiemi distinti:

  • file: temi, plugin, immagini e altri media, configurazione, file personalizzati e core di WordPress;
  • database: articoli, pagine, utenti, commenti, impostazioni, menu e dati creati dai plugin, compresi ordini e moduli quando le relative estensioni li salvano nel database.

Scaricare soltanto i file non salva normalmente il database. Esportare i contenuti da Strumenti > Esporta genera invece un file WXR utile per trasferire determinati contenuti, ma non equivale a un backup completo del sito.

Per ricostruire l’installazione possono servire anche informazioni esterne a WordPress: configurazione del server, attività pianificate, DNS, certificati, caselle email, chiavi di servizi terzi e credenziali conservate in sistemi separati. Il piano di continuità dovrebbe indicare dove si trovano.

Backup, snapshot, staging e clonazione: le differenze

  • Backup: copia conservata per recuperare dati o l’intero sito.
  • Snapshot: fotografia rapida di un disco, volume o macchina virtuale. Può essere ottima per un ripristino veloce, ma se rimane nello stesso account o sulla stessa infrastruttura non sostituisce una copia indipendente.
  • Staging: ambiente di prova in cui collaudare aggiornamenti e modifiche. Non è una copia di sicurezza, perché può essere incompleto, obsoleto o modificato.
  • Clonazione o migrazione: replica del sito destinata a un altro server, dominio o ambiente. Un pacchetto di migrazione può essere usato anche come backup, ma finalità e verifiche non sono identiche.

Per capire come integrare copie e ambienti di prova nel processo di sviluppo, puoi leggere la guida su staging e Git per WordPress.

Perché fare il backup di WordPress

  • Errori umani: cancellazione di contenuti, file o configurazioni.
  • Aggiornamenti e modifiche: incompatibilità fra core, tema, plugin o versione di PHP.
  • Attacchi e malware: necessità di recuperare una copia precedente alla compromissione.
  • Guasti e problemi del provider: indisponibilità o perdita di dati sul server.
  • Migrazioni: possibilità di tornare indietro se il trasferimento non riesce.
  • Obblighi operativi: continuità del servizio, conservazione di dati e riduzione dei tempi di fermo.

Un backup non impedisce l’incidente e non sostituisce aggiornamenti, controllo degli accessi e monitoraggio. Riduce però le conseguenze se il recupero è stato progettato e provato.

Ogni quanto fare il backup

La frequenza non dipende dal fatto che il sito sia “piccolo” o “grande”, ma da quanti dati puoi accettare di perdere. Questo intervallo è chiamato obiettivo del punto di ripristino, o RPO. Devi inoltre stabilire in quanto tempo il servizio dovrebbe tornare operativo, cioè l’obiettivo del tempo di ripristino o RTO.

  • Un sito vetrina aggiornato poche volte al mese può tollerare copie giornaliere o settimanali, se è previsto anche un backup prima delle modifiche.
  • Un blog con pubblicazioni quotidiane richiede almeno copie coerenti con il ritmo editoriale.
  • Un e-commerce, un portale di prenotazione o un’area membri può generare dati ogni minuto: backup soltanto giornalieri possono comportare la perdita di ordini, pagamenti o registrazioni.

Oltre alla programmazione ordinaria, crea un punto di ripristino prima di aggiornamenti, migrazioni e interventi importanti. La guida su come aggiornare WordPress in sicurezza spiega i controlli collegati.

La regola 3-2-1 e la conservazione delle copie

Una strategia diffusa è la regola 3-2-1:

  • mantieni almeno tre copie dei dati, compreso l’originale;
  • usa almeno due sistemi o supporti differenti;
  • conserva almeno una copia separata dall’infrastruttura principale.

Per i siti più importanti è utile che una copia sia anche protetta da cancellazioni o modifiche per un periodo definito. Un ransomware o un account amministrativo compromesso può eliminare sia il sito sia i backup raggiungibili con le stesse credenziali.

Stabilisci una politica di conservazione: per esempio copie frequenti per i giorni recenti, giornaliere per alcune settimane e mensili per un periodo più lungo. Conservare tutto per sempre aumenta costi, esposizione dei dati personali e difficoltà di gestione.

Che cosa deve avere un buon sistema di backup

  • Completezza: file, database e configurazioni necessarie.
  • Automazione: esecuzione programmata e non affidata alla memoria.
  • Copie remote: archiviazione separata dal server del sito.
  • Controlli e notifiche: avviso in caso di errore, spazio esaurito o backup non completato.
  • Cifratura e accessi limitati: protezione dei dati durante trasferimento e conservazione.
  • Retention: numero e anzianità delle versioni definiti in anticipo.
  • Ripristino documentato: istruzioni, credenziali e responsabilità chiare.
  • Test periodici: verifica che archivio e database siano realmente utilizzabili.

Tre modi per fare un backup WordPress

Puoi usare il sistema dell’hosting, un plugin WordPress o una procedura manuale. Non è obbligatorio scegliere un solo metodo: spesso la soluzione più robusta combina backup del provider e una copia indipendente.

Backup tramite hosting

Molti piani hosting includono copie automatiche e ripristino dal pannello. È una soluzione comoda perché lavora a livello di infrastruttura e può restare disponibile anche se WordPress non si avvia.

Prima di farvi affidamento controlla:

  • frequenza effettiva e orario delle copie;
  • numero di versioni conservate e periodo di retention;
  • presenza di file e database e possibilità di ripristinarli separatamente;
  • ubicazione delle copie e indipendenza dal server principale;
  • tempi, costi e modalità del ripristino;
  • possibilità di scaricare una copia fuori dal provider;
  • comportamento alla scadenza o sospensione del piano.

Non tutti gli hosting conservano i backup in più data center e non tutti permettono il ripristino con un clic. Le condizioni dipendono dal piano: verificale nel contratto e provale. La guida su che cos’è un hosting e come sceglierlo aiuta a valutare anche questo aspetto.

Plugin per il backup di WordPress

Un plugin può programmare le copie, inviarle a uno spazio remoto e semplificare il ripristino. Prima di installarlo valuta aggiornamenti recenti, compatibilità, supporto, consumo di risorse, limiti della versione gratuita e destinazioni disponibili.

UpdraftPlus

UpdraftPlus nel repository WordPress permette di eseguire copie manuali o programmate, separare database, plugin, temi e upload e inviare gli archivi a diverse destinazioni remote. Alcune funzioni, destinazioni e modalità avanzate dipendono dalla versione utilizzata.

Per una configurazione di base:

  1. installa e attiva il plugin dalla Bacheca;
  2. scegli frequenza distinta per file e database;
  3. configura uno spazio remoto e autentica l’account;
  4. definisci quante copie conservare;
  5. esegui un primo backup completo e scarica o verifica gli archivi;
  6. prova il ripristino in un ambiente non pubblico.

Duplicator

Duplicator nel repository WordPress crea pacchetti che includono file e database ed è particolarmente utile anche per migrazioni e clonazioni. Pianificazione, storage remoto, punti di recupero e altre funzioni possono variare fra versione gratuita e commerciale.

Se utilizzi un archivio con installer per ripristinare o migrare il sito, proteggi i file, non lasciarli accessibili pubblicamente più del necessario e completa la pulizia indicata dallo strumento. Un pacchetto contiene database, utenti, configurazioni e altri dati sensibili.

Vantaggi e limiti dei plugin

  • Vantaggi: automazione, destinazioni remote, gestione dalla Bacheca, backup selettivi e procedure guidate.
  • Limiti: consumo di CPU, memoria e spazio; possibili timeout sui siti grandi; dipendenza da WordPress e dal plugin; differenze fra funzioni gratuite e a pagamento.

Se il sito o il server sono completamente inaccessibili, un backup gestito soltanto dall’interno di WordPress può essere più difficile da recuperare. Conserva istruzioni e copie in una posizione raggiungibile anche durante l’emergenza.

Come fare un backup WordPress manuale

La procedura manuale aiuta a capire la struttura del sito e può essere utile prima di un intervento puntuale. Non è però automaticamente più completa o affidabile di un buon sistema automatizzato e, se non viene programmata, rischia di essere dimenticata.

Backup manuale dei file

  1. Individua la directory dell’installazione. Il nome può essere public_html, httpdocs, www o un altro percorso definito dall’hosting.
  2. Collegati con SFTP o SSH, oppure usa il file manager del provider. Evita FTP non cifrato.
  3. Copia l’intera installazione oppure almeno wp-content, wp-config.php, eventuali regole del server e tutti i file personalizzati.
  4. Conserva i file insieme all’esportazione del database eseguita nello stesso momento.
  5. Controlla dimensione, data e apertura dell’archivio e trasferiscilo in uno spazio protetto.

I file del core possono essere riscaricati, ma una copia completa semplifica il recupero e conserva la versione esatta in uso. Non salvare l’unico archivio dentro la directory pubblica del sito.

Backup manuale del database con phpMyAdmin

  1. Apri phpMyAdmin dal pannello hosting.
  2. Seleziona il database indicato in wp-config.php. Controlla il prefisso e la presenza di eventuali tabelle aggiuntive.
  3. Scegli Esporta. Per siti piccoli l’esportazione rapida in SQL può bastare; per database grandi usa opzioni personalizzate, compressione o strumenti da riga di comando.
  4. Salva il file .sql o compresso insieme ai file corrispondenti.

Durante l’esportazione un sito dinamico può continuare a ricevere ordini o modifiche. Per ottenere una copia coerente bisogna considerare motore del database, transazioni e attività in corso; per sistemi critici pianifica la procedura con il provider o un amministratore.

Backup del database con WP-CLI

Se hai accesso SSH e WP-CLI, puoi esportare il database con:

wp db export backup-database.sql --add-drop-table

Il file viene creato sul server: trasferiscilo subito in una destinazione sicura ed eliminalo dalla directory pubblica. Verifica che l’esportazione includa tutte le tabelle dell’installazione interessata, soprattutto in ambienti multisite o con tabelle condivise.

Come verificare un backup

Una notifica di successo non dimostra che il ripristino funzionerà. Esegui controlli su tre livelli:

  • controllo automatico: esito del processo, dimensione degli archivi, checksum quando disponibile, spazio residuo e notifiche;
  • controllo del contenuto: presenza di database, upload, temi, plugin e configurazione;
  • prova di ripristino: ricostruzione periodica in staging o in un ambiente isolato e collaudo dei percorsi principali.

Registra data, durata, versione ripristinata, problemi incontrati e tempo necessario. Questo trasforma una speranza in una procedura ripetibile.

Come ripristinare un backup WordPress

Il ripristino dipende dallo strumento utilizzato, ma la logica è comune:

  1. Identifica l’incidente e scegli un punto di ripristino precedente all’errore o alla compromissione.
  2. Blocca o limita le modifiche al sito, soprattutto se riceve ordini, registrazioni o contenuti.
  3. Conserva una copia dello stato attuale per analisi e recupero di eventuali dati recenti.
  4. Ripristina file e database compatibili fra loro, seguendo la procedura del provider o del plugin.
  5. Controlla configurazione e dominio, permessi, URL, cache e servizi esterni.
  6. Collauda il sito: pagine, login, moduli, ricerca, checkout, email, attività pianificate e integrazioni.
  7. Riapri il servizio e monitora log ed errori.

Se il problema è un’infezione, sovrascrivere i file compromessi con una copia può lasciare backdoor o account creati dall’attaccante. Serve individuare l’origine, usare una copia certamente pulita, aggiornare i componenti vulnerabili e ruotare password, chiavi e sessioni. La copia più recente non è necessariamente quella corretta.

Su un e-commerce il ripristino di un database precedente può cancellare ordini ricevuti dopo il backup. Prima di procedere valuta come riconciliare i dati generati nel frattempo.

Sicurezza e privacy dei backup

Un archivio WordPress può contenere dati personali, hash delle password, chiavi API, configurazioni e documenti caricati dagli utenti. Trattalo almeno con la stessa attenzione riservata al sito in produzione.

  • limita gli account autorizzati e usa autenticazione forte;
  • cifra trasferimenti e archivi quando il rischio lo richiede;
  • non inviare backup completi tramite email ordinaria;
  • non lasciare file SQL, ZIP o installer nella cartella pubblica;
  • definisci scadenza e cancellazione delle copie;
  • verifica ubicazione e condizioni dei fornitori di storage rispetto agli obblighi del progetto.

Errori comuni nei backup WordPress

  • Copiare solo wp-content: mancano database o configurazioni necessarie.
  • Salvare tutto sullo stesso server: un guasto o una compromissione colpisce sito e copie.
  • Non controllare le notifiche: i processi possono fallire per mesi.
  • Non provare mai il ripristino: errori e archivi incompleti emergono durante l’emergenza.
  • Confondere esportazione WXR e backup: il file di esportazione non ricostruisce l’intera installazione.
  • Conservare credenziali insieme all’archivio senza protezione: chi accede alla copia può ottenere altri sistemi.
  • Usare una frequenza uguale per ogni sito: il rischio dipende dalla velocità con cui cambiano i dati.

Checklist per un backup WordPress affidabile

  • File e database sono inclusi.
  • La frequenza rispetta la perdita di dati accettabile.
  • Esiste almeno una copia separata dal server e dall’account principale.
  • Retention e cancellazione sono definite.
  • Errori e spazio insufficiente generano notifiche.
  • Accessi, trasferimento e archivi sono protetti.
  • La procedura di ripristino è documentata.
  • Un test recente ha dimostrato che il sito può essere recuperato.

Il backup è completo solo quando puoi ripristinarlo

Il metodo migliore non è necessariamente il più complesso. È quello che produce copie coerenti con il valore e la frequenza dei dati, le conserva lontano dal punto di guasto e permette di rimettere online il sito nei tempi previsti.

Se stai pianificando un nuovo progetto, trovi il contesto generale nella guida su come realizzare un sito WordPress. Se invece devi mettere in sicurezza o recuperare un sito esistente, puoi contattarci.

Autore
Marco Loprete
Marco Loprete

Marco Loprete è un web designer, consulente SEO ed esperto di web marketing italiano, titolare dell’omonima web agency e fondatore di Iufa.it – In un Futuro Aprile, blog culturale dedicato a cinema, letteratura, cultura e politica.