Google Analytics: la guida completa

Il logo di Google Analytics

Google Analytics: la guida completa

Benvenuto nella mia guida a Google Analytics! In quest’articolo leggerai indicazioni, segreti, trucchi su uno dei più potenti strumenti di web marketing. Scoprirai come usare Google Analytics per monitorare siti professionali, siti aziendali ed e-commerce.

“Google Analytics: la guida completa” è pensata per i principianti ma anche per gli utenti un pizzico più esperti. Se hai dubbi o domande, ti invito a lasciare un commento alla fine dell’articolo oppure a contattarmi privatamente per una consulenza!

Allora, sei pronto? Scopriamo come funziona Google Analytics!

A cosa serve Google Analytics: l’analisi dei dati digitali

Se credi che Google Analytics serva solo a monitorare gli accessi al tuo sito web sei in errore. G.A. è, in primis, un potentissimo strumento di web marketing attraverso il quale analizzare i dati digitali, ovvero le informazioni derivanti dalla tue strategie online. L’obiettivo? Semplice: studiare il comportamento degli utenti del tuo sito, verificare quali canali o campagne funzionano, quali no ed eventualmente correggere gli errori.

Google Analytics è dunque utile:

  • Ai publisher, per affinare strategie di coinvolgimento del proprio pubblico;
  • Ai titolari di e-commerce o ai professionisti, per capire quali prodotti o servizi vendono maggiormente e attraverso quali canali;
  • A chi si occupa di acquisizione lead, per mettere in contatto venditori e lead potenziali;

Come monitorare un sito web: il codice di Analytics

Sì, ok – mi dirai – ma come funziona Google Analytics? GA. può monitorare un sito internet (ma anche un’app) attraverso l’installazione di un semplice codice di monitoraggio. Questo codice è in linguaggio JavaScript e controlla tutto il sito internet: non appena un utente visita una pagina, il codice (o snippet) raccoglie in modo anonimo le informazioni e le invia a Google Analytics.

Ecco che aspetto ha il codice di monitoraggio Global Site Tag (gtag.js) di Analytics

Come ottenere il codice di monitoraggio

La schermata per la creazione del nuovo account di Analytics

Crea il tuo account Analytics!

Per ottenere questo codice di monitoraggio devi creare un account Google Analytics. Come? Facile: segui queste istruzioni passo passo!

1) Fai il login sul tuo account Google (se non ne hai uno, crealo);
2) Accedi alla home page di Google Analytics;
3) Fai click sul pulsante “Registra”;
4) Imposta il nome del tuo account, indica lo url del sito web, la categoria di appartenenza e un fuso orario;
5) Clicca sul pulsante “Ottieni l’id di monitoraggio” alla fine della pagina, e il codice sarà tuo!

Come funziona il codice di monitoraggio: report e sessioni

Quali informazioni raccoglie il codice di Analytics? I dati relativi alle sorgenti di traffico (motori di ricerca, social ecc.), ai browser (la lingua, il tipo), al dispositivo e al sistema operativo usati, e tanto altro ancora.

Analytics raggruppa questi dati in report, ovvero rapporti sull’utilizzo del sito che sfruttano metriche differenti (il dispositivo usato, il paese di provenienza ecc.). Le attività degli utenti, invece, sono organizzate in sessioni. Attenzione a non confondere una sessione con la visualizzazione di una pagina:

Una sessione ha inizio quando un utente accede a una pagina contenente il codice di monitoraggio e termina dopo 30 minuti di inattività (oppure “naturalmente” a fine giornata).

Se l’utente torna sulla pagina dopo la fine della sessione, inizia una nuova sessione.

Inserire il codice di monitoraggio nel sito

E’ possibile inserire il codice di monitoraggio di Google Analytics sul proprio sito in tre modi:

  • Manualmente, copiando e incollando lo snippet nell’header del sito (prima del tag </head>);
  • Attraverso Google Tag Manager (un’opzione interessante, che vedremo prossimamente in un’articolo ad hoc!);
  • Attraverso un plugin, se il tuo sito è fatto con un CMS (ad esempio, WordPress);

In quest’ultimo caso ti consiglio caldamente il plugin Google Analytics for WordPress by MonsterInsights. E’ una soluzione estremamente semplice e potente!

Configurazione di Google Analytics

Una guida di Google Analytics che si rispetti non può prescindere dal fornire una panoramica sulla organizzazione ottimale e gli elementi costituitivi di questo potentissimo tool. Prima di lanciarci nell’analisi dei report, scopriamo come configurare al meglio Analytics!

Account, proprietà, viste

Quando crei un account, in Google Analytics viene automaticamente generata anche una proprietà (il sito internet che stai monitorando) e, all’interno di quest’ultima, una vista (ovvero un insieme di regole per visualizzare i dati). Un account può gestire più proprietà: questo significa che se sei, ad esempio, un professionista del web marketing e hai molti clienti, con un solo account puoi accedere ai report di più siti internet. Ogni proprietà, a sua volta, può avere più viste.

Uno schema con la gerarchia degli account di Analytics

La gerarchia Account – Proprietà – Viste

A cosa serve avere più viste? Per esempio, potresti usare singole viste per monitorare aree specifiche del sito (nel caso in cui tu abbia un sito di grandi dimensioni e la necessità di monitorare in modo più approfondito le varie sezioni). Oppure per escludere dai tuoi report il traffico generato da bot e spider noti a Google e magari anche il traffico interno (ovvero gli accessi al sito tuoi o dei tuoi dipendenti).

Quest’ultimo caso è forse il più frequente per siti di piccole e medie dimensioni: vediamo come procedere!

Impostare le viste di base

Dalla schermata iniziale di Google Analytics, vai su Amministrazione > seleziona la proprietà su cui ti interessa lavorare e, nella colonna di destra, clicca su “Impostazioni vista”.

Uno screenshot dell'area amministrativa di Analytics

La vista di base di Google Analytics si chiama “Tutti i dati del sito web”: rinominala in “Dati grezzi” e salva. Dopodiché:

  • Clicca sulla freccetta in alto a sinistra e ritorna nella schermata di Amministrazione;
  • Nella colonna di destra, clicca sul menu a tendina e seleziona “Crea una nuova vista”;
  • Dalle come nome “Vista di prova”, seleziona il paese e il fuso orario corretti e clicca su “Crea vista”;
  • Vai sulle “Impostazioni vista” della nuova vista e metti la spunta alla casella “Escludi tutti gli hit da bot e spider noti”;
  • Salva;

Le impostazioni della vista di prova

La vista di prova ci serve per testare i dati e per essere certi che non ci siano errori nella visualizzazione dei dati. Ci vorrà qualche ora prima che la “Vista di prova” possa raccogliere i dati. Appena verificata la sua correttezza, nella colonna “Vista” selezionala e clicca su “Impostazioni vista”. In alto a destra hai il pulsante “Copia vista”: dai alla nuova vista il nome “Vista principale”.

Ora dobbiamo applicare alla “Vista di prova” un filtro per escludere il traffico generato dal tuo IP.

  • Dal menu della colonna “Vista” vai su Filtri > Aggiungi Filtri. Dai un nome al filtro (es. “Traffico interno”); su “Seleziona il tipo di filtro” scegli “Escludi”; su “Seleziona una sorgente o una destinazione” scegli “Traffico degli indirizzi IP” e su “Seleziona un’espressione” seleziona “Uguali a”;
  • Inserisci nel campo sottostante il tuo indirizzo IP. Puoi ricavarlo da questo tool: http://whatismyipaddress.com; infine salva;
La schermata di modifica filtro

La modifica del filtro

Anche in questo caso, aspetta qualche ora per verificare che la vista funzioni correttamente (ti accorgerai che funziona se i tuoi report non mostreranno anomalie di traffico). Dopodiché, applica il filtro anche alla vista principale. Ecco come:

  • Nella colonna “Vista”, seleziona “Vista principale” e clicca su Filtri > Aggiungi Filtri > Applica Filtri Esistenti: seleziona il filtro “Traffico interno”, che risulterà così applicato alla vista.

In questo modo avrai a disposizione due viste: una “grezza” (“Dati grezzi”, appunto) che conterrà tutti i dati, e una “filtrata” (“Vista principale”) che escluderà il traffico interno e quello di bot e spider noti a Google. Per dirla con un grafico:

Uno schema con le viste di base di Google Analytics

Uno schema con le viste di base di Google Analytics

Per eliminare una vista, basta selezionarla nel menu a tendina, cliccare su “Impostazioni vista” e da lì sul pulsante in alto a destra, “Sposta nel cestino”. La vista verrà eliminata definitivamente da Google dopo 35 giorni.

N.b.: il filtro per l’esclusione del traffico interno funziona soltanto se il tuo è un IP statico.

Autorizzazioni utente

Nella pagina “Amministrazione”, noterai come le colonne Account, Proprietà e Viste abbiano tutte e tre un’opzione: “Gestione utenti”.  Significa che con Google Analytics puoi condividere Account, Proprietà e Viste, ovvero dare ad altri utenti la possibilità di accedervi.

Uno screenshot della sezione Amministrazione di Analytics

Clicca dunque sul pulsante, inserisci la mail (ovviamente Gmail) dell’utente con cui vuoi condividere le informazioni e stabilisci le autorizzazioni (se vuoi che l’utente possa solo leggere o anche apportare modifiche o magari aggiungere a sua volta altri utenti). Tieni presente che:

  • Se condividi un Account, quale che siano le funzioni che gli attribuisci, l’utente potrà analizzare i dati di tutte le proprietà di quell’account (e ovviamente delle relative viste);
  • Se condividi una Proprietà, invece, l’utente avrà accesso ai dati di quella sola Proprietà (e delle relative Viste): non vedrà le altre Proprietà;
  • Se condividi una Vista, invece, l’utente potrà analizzare solo i dati della Vista in questione, non le altre viste di quella Proprietà, la Proprietà stessa o l’Account

Com’è fatto Google Analytics

Iniziamo a scaldare i motori: questa sezione di “Google Analytics: la guida completa” ti mostra come sono strutturati i rapporti, quali sono le metriche di base e come organizzare le dashboard, per trovare facilmente tutti i dati che desideri tenere sott’occhio!

La struttura dei rapporti: una panoramica

Google Analytics organizza i dati provenienti dall’attività degli utenti sul tuo sito internet in 5 rapporti:

  • In Tempo Reale
  • Pubblico
  • Acquisizione
  • Comportamento
  • Conversioni

Ciascuno di questi report si fonda su insiemi di metriche diversi e sono a loro volta divisi in un numero variabile di rapporti, ciascuno dei quali relativo ad una dimensione specifica.

  • I rapporti Pubblico forniscono informazioni sugli utenti come età e sesso, provenienza geografica ecc.;
  • I rapporti Acquisizione specificano canali, sorgenti e mezzi attraverso cui gli utenti arrivano al tuo sito;
  • I rapporti Comportamento indicano le pagine più visualizzate, quelle di destinazione, di uscita ecc.;
  • I rapporti Conversioni forniscono preziose indicazioni sull’efficacia delle tue campagne;
  • I rapporti In tempo reale mostrano la situazione “in diretta” del tuo sito;

I report mostrano i dati in un lasso di tempo che di default è impostato sugli ultimi sette giorni, ma può essere variato.

Ciascuno dei 5 rapporti di base ha una sezione “Panoramica” (presente anche in molti report secondari): è quella nella quale sono riassunti i contenuti del report attraverso le metriche di riferimento.

La schermata con la panoramica dei rapporti Pubblico

La panoramica dei rapporti Pubblico

Nei report più specifici, oltre al grafico iniziale, trovi le informazioni organizzate in tabelle. Consideriamo, ad esempio, il rapporto Località in Pubblico > Dati Geografici: la tabella mostra la località di provenienza dei visitatori del tuo sito e le metriche di Acquisizione, Comportamento e Conversioni (le vedremo tra pochissimo).

La tabella del report "Località"

La tabella del report “Località”: clicca per ingrandire!

Di questa tabella devi sapere alcune cose:

1) Puoi cliccare sui dati relativi alla metrica principale (in questo caso, le nazioni) per approfondire il dato. Puoi inoltre ordinare i dati nelle colonne in ordine ascendente o discendente semplicemente cliccando sull’intestazione della colonna;

2) Puoi incrociare la “dimensione principale” (in questo caso, la località) con una “dimensione secondaria”, per avere come la prima varia al variare della seconda. Ad esempio, puoi selezionare “categoria del dispositivo” come dimensione secondaria per capire che tipo di dispositivo (pc, smartphone, tablet) usano gli utenti che si connettono al tuo sito da varie località;

3) Puoi visualizzare i dati non solo in formato di tabella, ma anche con un grafico a torta, un grafico di rendimento, un grafico di confronto e con modalità pivot: basta cliccare sulle relative icone poste sopra la tabella, a destra;

Le metriche di base

Prima di analizzare nel dettaglio i singoli rapporti di base e scoprirne le peculiarità, per capire come usare Google Analytics per migliorare la tua comunicazione online, devi familiarizzare con quelle che sono le metriche più importanti, ovvero quelle che compaiono nel rapporto Pubblico > Panoramica. Eccotele di seguito:

  • Sessioni: il numero totale delle sessioni nell’intervallo temporale considerato;
  • Utenti: il numero totale di visitatori in un certo arco di tempo;
  • Visualizzazioni di pagina: il numero totale di volte in cui le pagine sono state visualizzate dagli utenti. Attenzione, non si tratta di “visualizzazioni uniche”: il dato comprende le visualizzazioni ripetute di una singola pagina da parte dello stesso utente;
  • Pagine per sessione: il numero medio di pagine visualizzate in una sessione (sono incluse le visualizzazioni ripetute di una pagina);
  • Durata media della sessione: quanto dura in media una sessione;
  • Frequenza di rimbalzo: misura quanti utenti hanno abbandonato dopo aver visualizzato una pagina e non hanno compiuto ulteriori azioni.
Una schermata della panoramica dei rapporti Pubblico

Le metriche di base all’opera!

Come condividere e modificare i rapporti

Prima ti ho detto che puoi condividere Account, Proprietà e Viste. Stessa cosa per i singoli rapporti, i quali possono essere anche personalizzati. Vediamo come!

In alto a destra, subito sotto il tuo avatar, trovi i pulsanti “Salva”, “Esporta”, “Condividi” e “Modifica”

La schermata con i pulsanti Salva, Esporta e Condividi

Salva, esporta e condividi i tuoi rapporti

  • “Salva”: puoi salvare il rapporto, che sarà così disponibile nella sezione Personalizzazione > Rapporti salvati;
  • “Esporta”: puoi esportare sul tuo PC il rapporto in formato PDF, CSV, XLSX (Excel) o in un foglio Google Drive;
  • “Condividi”: puoi inviare una copia del rapporto in allegato a un messaggio mail e pianificare l’invio regolare di aggiornamenti;

Per creare un report personalizzato, invece, vai su Personalizzazione > Rapporti personalizzati > +Nuovo rapporto personalizzato. In questo modo, potrai impostare le metriche che desideri, attivare filtri e viste a tuo piacimento e decidere anche il layout della schermata. Vuoi saperne di più? Leggi la guida di Google Analytics sui report personalizzati!

Per ciascun rapporto puoi anche modificare la frequenza di campionamento del rapporto, ovvero ridurre il lasso di tempo in cui Google rileva i dati: basta passare il mouse sull’icona verde accanto al nome del report.

Uno screenshot relativo all'impostazione della frequenza di campionamento

Attenzione, però: la scelta è tra “Risposta più veloce” e “Maggiore precisione”!

Le dashboard

Immagina di essere interessato ad una serie di metriche che appartengono di norma a report diverse e di volerle controllare periodicamente. Come fare ad averle tutte in un unico posto? Semplice, basta creare una dashboard!

Una dashboard è una struttura flessibile, una pagina in cui inserire dei widget che riportino le metriche desiderate. Per crearne una, basta andare su Personalizzazione > Dashboard > Crea. Puoi scegliere se creare una dashboard da zero, a partire da un foglio vuoto, o se usare una dashboard preimpostata (dashboard principianti).

La schermata di creazione di una dashboard

Dashboard vuota o preimpostata?

La schermata d'inserimento di un widget nella dashboard

Inserisci il tuo primo widget!

Nel primo caso, ti si aprirà subito la schermata per inserire il primo widget. Come puoi vedere, puoi scegliere non solo quale metrica visualizzare, ma anche come (se come sequenza temporale, mappa geografica, grafico a torta ecc.); puoi anche visualizzare dati in tempo reale. Una volta aggiunto il primo widget, potrai aggiungerne altri grazie al pulsante “+Aggiungi widget” subito sotto il nome della dashboard, in alto a sinistra.

La schermata con la dashboard per principianti

Una dashboard preimpostata. Bella no?

Nel secondo caso hai davanti una dashboard ricca di widget che puoi cancellare (X), personalizzare (click sull’icona della matita) o spostare (trascinando il widget desiderato).

In alto a destra trovi poi due pulsanti: “Personalizza dashboard” ti consente di modificare il layout (il numero di colonne della pagina e le loro proporzioni), “Elimina dashboard” la cancella.

Le dashboard possono essere anche condivise: subito sotto il nome della dashboard, accanto al pulsante “+Aggiungi widget”, trovi anche le voci “Condividi”, “Email” ed “Esporta”. Il primo pulsante ti permette di condividere la dashboard in forma di url (“Condividi link al modello”), per tutti gli utenti di una vista (“Condividi oggetto”) o nella Galleria soluzioni di Analytics. “Email” invia la versione PDF della dashboard via email, mentre “Esporta” scarica il PDF sul tuo computer.

I rapporti Pubblico

La sezione Pubblico di Google Analytics contiene una serie di rapporti utili a fornire un identikit dei visitatori del tuo sito internet: età, sesso, i paesi in cui vivono, la lingua che parlano, i dispositivi e i sistemi operativi che usano per connettersi e persino i loro interessi.

I principali rapporti sono:

  • Rapporto Utenti attivi
  • Rapporti Dati demografici e Interessi
  • Rapporti Dati geografici
  • Rapporti Comportamento
  • Rapporti Tecnologia e Dispositivi mobili

Il rapporto Utenti attivi

La schermata del rapporto Utenti attivi

Il rapporto Utenti attivi

Il rapporto “Utenti attivi” mostra gli utenti che abbiano svolto almeno una sessione sul sito nell’ultimo giorno, negli ultimi 7, 14 o 30 giorni. In altre parole, questo report consente di misurare la “copertura del sito” o “attrattività”. Le strategie di marketing che il tuo sito prevede per far tornare gli utenti stanno funzionando? Con il rapporto “Utenti attivi” potrai scoprirlo!

Rapporti Dati demografici e Interessi

La schermata della panoramica dei rapporti Dati demografici

I rapporti Dati demografici

I rapporti Dati demografici e Interessi sono probabilmente tra i più consultati tra gli utenti di Google Analytics.

I primi consentono di tracciare un profilo demografico degli utenti del sito, dal momento che forniscono indicazioni su età e sesso; i secondi indicano le preferenze degli utenti per certe tipologie di contenuti: i dati sono raggruppati per “Categoria di affinità”, “Segmento in-market” e “Altre categorie”

La schermata della panoramica dei rapporti Interessi

I rapporti Interessi

In che modo possono esserti utili questi dati? 

– Se conosci tutte le informazioni sul pubblico del tuo sito, puoi capire se stai puntando sul target giusto o meno;
– Puoi implementare strategie di marketing e di content marketing più efficaci (e remunerative), per esempio puntando su un determinato segmento, fascia d’età o area geografica.

Importante: i dati dei report Dati demografici e “Interessi non sono disponibili di default. Devi attivare, per la proprietà che ti interessa analizzare, l’opzione “Abilita rapporti Dati demografici e Interessi” in Amministrazione > Proprietà > Impostazioni proprietà. Una volta attivata la funzione, dovrai dare 24 o 48 ore ad Analytics per collezionare i dati (sempre che il sito abbia dimensioni sufficienti da permetterlo).

Rapporto Dati Geografici

La schermata del rapporto Località

Il rapporto Località

Tra i rapporti più utili di Google Analytics c’è sicuramente il report Località in Dati geografici. Consultandolo potrai scoprire da quale continente, nazione persino città gli utenti ti guardano. Il tracciamento avviene (in forma anonima) attraverso gli indirizzi IP. Il rapporto presenta la classica tabella che consente di incrociare i dati di provenienza geografica con parametri quali “Sessioni”, “% nuove sessioni”, “Nuovi utenti”, “Frequenza di rimbalzo”, “Pagine/sessione”, “Durata sessione media” ecc.

La schermata del rapporto Lingue

Il rapporto Lingue

Il report Lingue, invece, mostra quale lingua adoperano i visitatori del tuo sito (per meglio dire: quale lingua hanno impostato come quella del proprio browser). L’utilità? Se hai un sito multilingue (perché offri il tuo prodotto/servizio in più paesi) puoi cercare di capire quali mercati funzionano meglio, quali sono quelli in espansione o, viceversa, le aree geografiche in cui sei più in difficoltà. Tutte informazioni preziosissime quando si tratta di impostare una strategia aziendale!

I rapporti Acquisizione

In una guida di Google Analytics non possono mancare i rapporti Acquisizione. Si tratta, infatti, di uno strumento potentissimo e di estrema importanza per verificare l’efficacia di una comunicazione multicanale. Cosa significa? Significa che con i dati contenuti in questi report puoi capire quali sono le fonti di traffico al tuo sito e misurarne il rendimento, in termini di accessi o – vedremo in seguito – di obiettivi.

La schermata di panoramica dei rapporti Acquisizione

Quali canali portano più traffico al tuo sito?

Mezzi e Sorgenti

Prima di esaminare nel dettaglio i report principali, dobbiamo fare chiarezza sui concetti di Mezzo e Sorgente, due indicatori fondamentali.

I mezzi sono i meccanismi che portano gli utenti a visitare il tuo sito. Si distinguono in:

  • Organico: il traffico arrivato sul tuo sito tramite la ricerca gratuita sui motori;
  • CPC: acronimo di Cost per Click, indica il traffico generato da una campagna a pagamento sui motori di ricerca (AdWords);
  • Referral: il traffico proveniente da un link al tuo sito presente su un altro sito (diverso da un motore di ricerca);
  • Email: gli utenti approdati sul sito tramite una campagna di email marketing;
  • (nessuno): si indicano così gli utenti arrivati al sito digitandone direttamente lo URL nella barra degli indirizzi;

Un mezzo può avere sorgenti diverse. Ad esempio, se il mezzo è “organico”, la sorgente può essere Google, Bing, Yandex ecc.; oppure se il mezzo è “referral”, la sorgente è lo url che ha condotto gli utenti sul tuo sito.

Il rapporto Canali

Una schermata del rapporto Canali

Il rapporto Canali

In Acquisizione > Tutto il traffico > Canali possiamo misurare il traffico proveniente da diversi canali. Cos’è un canale? E’ una sorta di etichetta con cui Google supera il concetto di mezzo e raggruppa svariate sorgenti di traffico. Per es. il canale “social” può avere sorgenti come Facebook, Twitter, Linkedin.

Per scoprire le sorgenti di un canale, basta cliccarci sopra nella tabella che compare nella seconda metà della pagina. Maggiori approfondimenti sul concetto di canale potete trovarli a questo link.

Il rapporto Referral

La schermata del rapporto Referral

Quali link ti portano traffico?

Sempre in Acquisizione > Tutto il traffico puoi trovare il rapporto Referral. Ti permette di capire quali altri siti portano utenti al tuo grazie alla presenza di link.

Puoi approfondire la tua analisi cliccando sulle singole sorgenti: in questo modo individuerai con precisione gli url attraverso i quali ricevi traffico. Vuoi rilevare anche le pagine di destinazione? Semplice: ti basta aggiungere “Pagina di destinazione” come dimensione secondaria, e il gioco è fatto: avrai così un’informazione in più per stabilire eventuali collaborazioni con i siti web che ti linkano.

Se vuoi sapere come ottenere tanti link esterni al tuo sito internet e anche perché questo è fondamentale per migliorare il tuo posizionamento online, leggi la mia guida SEO!

I rapporti Search Console

Google Analytics si integra alla perfezione con un altro fondamentale strumento di web marketing offerto (gratuitamente) da Google: Google Search Console. Si tratta del primo e più importante tool di SEO audit: Search Console, infatti, ti consente di rilevare errori che rischiano di rendere il tuo sito poco visibile, di analizzare le query (cioè le frasi di ricerca) con cui gli utenti ti trovano sul web, le pagine di destinazione e molto altro ancora.

Integrare Search Console con Analytics è dunque una mossa indispensabile per avere in un’unica postazione tutte le informazioni rilevanti per la tua strategia di marketing.

Lo screenshot della sezione Amministrazione per integrare Analytics e Search Console

I dati di Google Search Console in Analytics!

Come collegare Search Console con Analytics? Facile: vai su Amministrazione > Impostazioni proprietà e, nella sezione dedicata a Search Console, individua la proprietà corrispondente. (Non hai ancora il tuo account Search Console? Scopri qui come crearlo e configurarlo!)

In questo modo, il rapporto Search Console ti mostrerà pagine di destinazione, paesi, dispositivi e query di ricerca utilizzate dagli utenti per arrivare al tuo sito.

I rapporti Comportamento

Vuoi capire in che modo gli utenti interagiscono con il tuo sito? Dai un’occhiata ai rapporti Comportamento: ci troverai tutte le informazioni relative alle visualizzazioni di pagina, al tempo medio trascorso su di esse, alla frequenza di rimbalzo e non solo. L’elemento forse più interessante di questa categoria di report riguarda il flusso di comportamento: analizziamolo subito!

Il Flusso di comportamento

Sapresti dire come si comportano gli utenti una volta approdati il tuo sito internet? Quali pagine navigano, quali abbandonano, e seguendo quali percorsi? A tutte queste domande risponde un report chiamato “Flusso di comportamento”.

Un esempio di Flusso di Comportamento di un sito

Il Flusso di Comportamento

Questo rapporto si compone di un diagramma di flusso che evidenzia i nodi, le connessioni e le uscite che insieme formano i flussi di traffico.

  • I nodi sono i punti di passaggio del traffico, e sono segnati in verde. Cliccando su di essi è possibile evidenziare il traffico che vi passa attraverso e ottenere un dettaglio sul gruppo (le pagine raggruppate in tale nodo);
  • La connessione è il percorso tra un nodo e l’altro nonché il volume di traffico generato;
  • L’uscita è il punto nel quale l’utente abbandona il flusso.

Analizzare il flusso di comportamento fornisce spunti interessanti. Il fatto che, ad esempio, che gli utenti abbandonano il flusso sempre nello stesso punto può indicare criticità che, se risolte, migliorano l’esperienza utente e le conversioni.

I rapporti Contenuto del sito

Lo screenshot del report Contenuti del sito

I Contenuti del sito

Il rapporto degli utenti con i contenuti del tuo sito è oggetto del report Contenuto del sito. Nella sezione Tutte le pagine trovi, per ciascuna pagina del tuo sito, indicazioni utilissime su: visualizzazioni totali di pagine, visualizzazione uniche (in quante sessioni quella data pagina è stata visualizzata almeno un volta), gli accessi (quante sessioni hanno avuto inizio da quella determinata pagina), la percentuale di uscite e la frequenza di rimbalzo.

Le pagine vengono visualizzate di default in base all’URI (la parte di url che compare dopo il nome di dominio), ma è possibile impostare la dimensione principale su “Titolo pagina” per visualizzare di ciascun contenuto il titolo come indicato nel codice sorgente.

Gli altri rapporti

I rapporti di comportamento contengono moltissime informazioni utili per capire come il tuo sito viene navigato. Essendo questa guida di Google Analytics “di base”, non li esamineremo tutti nel dettaglio. Eccone comunque la descrizione sommaria:

  • Dettagli contenuti (in Contenuti del sito) raggruppa le pagine per directory: è un modo utile (soprattutto se la visualizzazione del grafico è impostata sulla “torta”) per verificare quali siano le sezioni del sito maggiormente visitate.
  • Pagine di destinazione (in Contenuti del sito) mostra le pagine da cui i visitatori sono entrati nel tuo sito (c.d. “landing page”).
  • Pagine di uscita indica le pagine da cui gli utenti hanno abbandonato il sito. Fai attenzione a questo report, soprattutto se hai un e-commerce: il fatto che – ad esempio – molti utenti abbandonino il sito dalla pagina del pagamento acquisti potrebbe essere indice di una qualche criticità, da correggere per massimizzare i risultati.
  • Eventi è un report che permette di monitorare specifici eventi (per es. i click su un player video o i download). Per monitorare questi elementi devi svolgere una serie di opzioni perfettamente descritte sulla Guida ufficiale di Analytics: https://support.google.com/analytics/answer/1033068?hl=it.

Google per il web marketing: campagne, obiettivi, conversioni

Che guida di Google Analytics sarebbe, questa, se non ti parlassi di come monitorare le campagne, definire gli obiettivi e misurare il successo dei tuoi annunci AdWords? Analytics è infatti soprattutto uno strumento di marketing, e dunque tali funzioni ne esaltano le caratteristiche e l’utilità.

Prima di tuffarci in questa nuova sezione, facciamo chiarezza sul termine “conversione”. Conversione non significa (solo) “acquisto”: nel gergo del web marketing questa parola indica infatti qualsiasi azione compiuta dall’utente che sia rilevante per il tuo business. Dunque se il tuo sito è un e-commerce di t-shirt, la conversione coinciderà (anche) con l’acquisto di una maglietta; ma se il tuo è un blog di – esempio – web marketing e il tuo obiettivo è quello di accrescere la mailing list, conversione sarà anche ogni nuova iscrizione. (Quindi, per tornare all’esempio dell’e-commerce: se hai una sezione dedicata alla newsletter e lanci una campagna per ottenere nuovi iscritti a cui proporre promozioni esclusive, conversioni saranno anche le nuove iscrizioni).

Bene, ora vediamo come…

Monitorare una campagna di web marketing

Le campagne di web marketing possono realizzarsi con strumenti differenti. Per esempio la pubblicità sui social media, gli annunci testuali su motori di ricerca, i banner a pagamento su altri siti, le email. Non importa quale canale tu scelga; l’importante è che sia consono al target e al risultato che vuoi raggiungere e, soprattutto, che sia tracciabile.

Una grafica sulle campagne di web marketing

E tu quali campagne di web marketing hai attivato?

Monitorare una campagna di web marketing con Google Analytics è il modo migliore per ricavare quei dati che ti consentono di capire se la strategia ha funzionato, dove, perché, su quale pubblico, mezzo o sorgente ecc.

Analytics monitora le campagne tramite l’uso di tag interni. Cosa sono questi tag? Sono porzioni di informazioni che si aggiungono agli URL delle pagine di destinazione. Quando gli utenti cliccano su queste pagine (per esempio perché si tratta di link promossi su Facebook o inseriti nel testo di una newsletter), il codice di monitoraggio raccoglie i dati e li invia in appositi report.

In questo modo, nulla delle tue campagne ti sfuggirà!

I tag di campagna: lo Strumento di Creazione URL

Sì, ma come sono fatti questi tag? E come posso inserirli negli url?

Per prima cosa, definiamoli. I tag di campagna sono 5 e fanno riferimento a informazioni specifiche:

  • Mezzo: la tecnologia adoperata (mail, cpc, social ecc.);
  • Sorgente: la provenienza dell’utente a seconda del mezzo (ad es. se il mezzo è una campagna a pagamento sui motori di ricerca, sorgenti possono essere Google, Bing, Yahoo ecc.);
  • Campagna: il nome della campagna di marketing (ad es. “Promo estate 2017”);
  • Contenuto: grazie a questo tag, è possibile differenziare le versioni di una stessa promozione;
  • Termine: la parola chiave adoperata per le campagne di ricerca a pagamento;

I valori di questi tag li decidi tu. Come? Attraverso lo Strumento di creazione URL, disponibile nel Centro assistenza di Google.

La schermata del Campaign Url Builder di Analytics

Ecco come usare lo Strumento di Creazione URL

Questo tool permette di stabilire i valori tag per tag e, soprattutto, di ottenere lo url debitamente modificato e quindi pronto ad attivare i report di Analytics. E’ questo lo url che dovrai usare nelle tue campagne!

Lo URL di una campagna

Lo URL da condividere!

La schermata con le campagne attive

Il monitoraggio delle campagne attive

Attenzione però: prima di procedere con la campagna, testa il link! Può accadere, infatti, che una particolare configurazione del tuo sito possa bloccare il funzionamento di questi tag. Subito dopo aver creato lo url personalizzato, incollalo nella barra degli indirizzi del tuo browser in modalità incognito e naviga nel sito. Se hai impostato gli obiettivi (vedremo dopo come), compi anche una delle azioni rilevanti. Trascorsa qualche ora, nella sezione Acquisizione > Campagne > Tutte le campagne potrai verificare che la campagna risulti effettivamente attiva.

Gli obiettivi in Google Analytics

Fin qui abbiamo visto come monitorare le campagne. Ma le conversioni? Come tracciarle con precisione? Come misurare il valore che producono? Attraverso la funzione Obiettivi!

Per ciascun obiettivo potrai visualizzare il totale delle conversioni e il tasso di conversione, ovvero la percentuale di utenti che hanno compiuto quell’azione. Non solo: potrai impostare anche una “canalizzazione obiettivo”, ovvero un percorso ideale che ti aiuterà a capire in quale punto gli utenti abbandonano il processo di conversione.

Creare un obiettivo

Puoi creare un obiettivo in Amministrazione > Vista > Obiettivi. Puoi farlo soltanto se sei amministratore della vista. Potrai creare fino a un massimo di 20 obiettivi.

La schermata di creazione degli obiettivi

Obiettivo preimpostato o personalizzato?

Cliccando su “Nuovo obiettivo”, puoi scegliere tra una serie di obiettivi preimpostati oppure un obiettivo personalizzato.

Analytics fornisce alcuni modelli di obiettivi aziendali predefiniti, ma puoi anche creare un obiettivo personalizzato. Supponiamo di monitorare le richieste di contatto per un form. Selezioniamo quindi “Personalizzato”.

Nella schermata successiva siamo portati ad assegnare un nome all’obiettivo (es. “Richieste preventivi home” se vogliamo monitorare un form presente nella home page). “ID area obiettivo” è un identificativo numerico da associare all’obiettivo, compreso tra 1 e 20. Gli obiettivi vengono raggruppati in 4 insiemi di obiettivi. Gli insiemi di obiettivi aiutano a distinguere gli obiettivi sulla base di caratteristiche comuni (ad es. tutti i form compilati, tutti i download, tutti gli acquisti ecc.)

Selezioniamo poi il tipo di obiettivo. Distinguiamo tra:

  • Destinazione: il raggiungimento di una certa pagina del sito;
  • Durata: una certa durata della sessione di un utente;
  • Pagine/schermate per sessione: un certo numero di pagine viste da un utente in una sessione;
  • Eventi: un’azione specifica;
Impostare i dettagli degli obiettivi

Pagina di destinazione, valore e canalizzazione

Nel nostro caso, selezioniamo “Destinazione”. Perché? Perché se il nostro obiettivo consiste nella compilazione di un form, un modo rapido per misurarlo è monitorare quante persone raggiungono la pagina di ringraziamento che si attiva dopo aver premuto il pulsante “Invia messaggio”. Attenzione, però: se sul sito sono presenti form diversi, e la mia intenzione è tracciarli tutti, è importante che ciascuno abbia una thank you page distinta, ovvero con uno url specifico.

Cliccando su “Continua” accediamo ai “Dettagli obiettivo”. Nel campo “Destinazione”, selezioniamo “uguale a” e inseriamo lo URI della pagina di ringraziamento (ad es. /thankyou1.html). Se vogliamo impostare un valore per ciascuna conversione, attiviamo il relativo interruttore. Per esempio posso stabilire che ogni form compilato valga 1 euro; nel caso della vendita di un prodotto, in questo campo inserirò il guadagno netto che la vendita mi procura.

Il rapporto Visualizzazione canalizzazione

La canalizzazione

Per monitorare una specifica canalizzazione, attivo il relativo interruttore e inserisco i nodi del percorso, ciascuno identificato da un nome e dallo URI della pagina. Se imposti il primo passaggio come “obbligatorio”, la “Visualizzazione canalizzazione” (Conversione > Obiettivi > Visualizzazione canalizzazione) traccerà solo quelli che partono da quel punto.

Prima di salvare l’obiettivo ti consiglio sempre di verificarlo: Google Analytics visualizzerà con quale frequenza l’obiettivo avrebbe potuto essere convertito negli ultimi 7 giorni.

Ora che l’obiettivo è stato creato, dovrai attendere qualche ora prima che Analytics ti mostri i report. Le metriche degli obiettivi saranno disponibili nei report Conversioni > Obiettivi > Panoramica. I dati sugli obiettivi saranno inoltre disponibili anche in altri rapporti (es Pubblico o Acquisizione).

Monitoraggio degli annunci di Google AdWords

AdWords è la piattaforma di Google per creare annunci pubblicitari. Questi possono essere di due tipi: di testo o display. Gli annunci di testo compaiono nei risultati di ricerca di Google quando un utente digita una certa parola chiave (o query); gli annunci display, invece, consistono in testo, immagini, animazione o video e appaiono all’interno di una serie di siti che costituiscono la Rete Display di Big G.

Collegare Analytics al proprio account AdWords è una scelta intelligente, perché ti permette di analizzare il coinvolgimento generato dai tuoi annunci e legarlo ad altre metriche (per es. gli obiettivi). Come fare? Ti basta andare in Amministrazione > Proprietà > Collegamento di AdWords, e il gioco è fatto.

Codifica automatica

Ricordi lo Strumento di creazione URL di cui abbiamo parlato più su? Bene, nel caso di AdWords non è necessario. Questa piattaforma, infatti, può aggiungere automaticamente dei tag di campagna allo URL di destinazione tramite la funzione di codifica automatica.

Questa funzione permette di aggiungere una serie di informazioni:

  • Tipo di corrispondenza della query: mostra come viene trovata una corrispondenza tra una parola chiave AdWords e la query di ricerca di un utente;
  • Gruppo di annunci: mostra il gruppo di annunci associato alla parola chiave/creatività e al clic;
  • URL di destinazione: mostra l’URL di destinazione AdWords configurato negli annunci AdWords;
  • Formato dell’annuncio: indica se l’annuncio è di testo, display o video;
  • Rete distribuzione annunci: mostra la rete utilizzata per pubblicare l’annuncio;
  • Dominio del posizionamento: è il dominio sulla Rete Display in cui è stato pubblicato l’annuncio;
  • ID cliente AdWords: è l’ID unico assegnato al tuo account AdWords;

Analizzando questi dati nei report Acquisizione > AdWords, potrai migliorare il rendimento delle campagne confrontando, ad esempio, i risultati dei diversi formati oppure analizzando le varie keyword.

Tieni d’occhio, in particolare, i report:

  • Campagne, utile a calcolare il rendimento delle campagne attive, che risulteranno organizzate usando gli stessi nomi assegnati in AdWords;
  • Parole chiave, che mostra il rendimento di parole chiave e keyword. Grazie a metriche come la frequenza di rimbalzo o il tasso di conversione, puoi migliorare notevolmente le performance della tua campagna;

Conclusioni: perché non puoi non avere Google Analytics

Arrivati a questo punto della mia guida a Google Analytics, non dovresti avere più dubbi sul perché questo è uno strumento di marketing fondamentale. Un unico tool che ti permette di:

  • monitorare gli accessi al tuo sito;
  • tracciare un identikit dei tuoi visitatori;
  • capire da quali canali accedono al tuo sito e come lo navigano;
  • verificare l’andamento del flusso di utenti;
  • tracciare le campagne attive e verificarne l’efficacia;

davvero non può mancare nella tua cassetta degli attrezzi!

Spero che “Google Analytics: la guida completa” sia stato per te tanto interessante e stimolante da leggere quanto per me da scrivere 🙂 Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o hai suggerimenti, lascia un commento qui sotto! Vuoi richiedere una consulenza? Contattami!

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Comments (6)

  • Farmacia Cavalieri rispondere

    Guida veramente bel fatta. Grazie

    Farmacia Cavalieri

    26/04/2018 a 15:23
    • Marco Loprete rispondere

      Grazie mille 🙂

      27/04/2018 a 11:16
  • Carlo rispondere

    Ciao, complimenti per la mini guida, sicuramente ben strutturata e utile per focalizzare le funzionalità principali da approfondire in seguito. Domanda, qual è secondo te la metodologia migliore per tenere traccia del traffico che deriva dall’apertura di file .pdf indicizzati?

    Carl – http://www.vanguardsystem.it

    29/05/2018 a 10:22
    • Marco Loprete rispondere

      Ciao Carlo, grazie mille! Ti suggerirei di creare un obiettivo impostando come destinazione il percorso del file pdf. In questo modo potrai tracciare tutte le volte che un utente apre quella risorsa!

      07/06/2018 a 16:31
  • Giangiuseppe rispondere

    Ciao Marco, complimenti per la guida semplice ma dettagliata. Vorrei chiederti come è possibile impostare e visualizzare i flussi di obiettivo da specifiche query.

    21/06/2018 a 18:31
    • Marco Loprete rispondere

      Ciao Giangiuseppe, grazie mille! Se gli URL che intendi monitorare sono generati dinamicamente (per es. contengono query o parametri), per tracciare gli obiettivi puoi usare la funzione “Inizia con” o “Espressione regolare”. Qui trovi una dettagliata guida di Analytics sulle corrispondenze: https://support.google.com/analytics/answer/1116091?hl=it#matchTypes

      22/06/2018 a 9:36

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